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Principesse
Giusi Marchetta

Giusi Marchetta svolge una vera e propria indagine sulla figura
iconica della principessa. Ogni paese che si rispetti possiede una
versione della nostra Cenerentola o Biancaneve europea.
Particolari differenti incorniciati da una trama identica e da un finale
prevedibile.Infatti i racconti del Basile seppur influenzati dalla
cultura popolare proponevano ad ogni modo il prototipo della
fanciulla bisognosa di essere salvata. Le favole dei fratelli Grimm e
Andersen non risparmiavano brutture e l’happy ending non era una
regola, così la principessa recitava sempre la stessa parte. Negli
anni 50’ le trame vengono stravolte dall’immaginario della Walt
Disney ed il lieto fine diventa una prerogativa
necessaria.Biancaneve, campione d’incassi insieme alla Bella e la
Bestia, strizzano l’occhio ad uno stereotipo di donna arrendevole e
poco ambiziosa.Come uccidere allora le principesse?Dopo gli anni
90’ la figura femminile viene promossa al rango di eroina e sono
molteplici le serie tv che hanno permesso questo cambiamento.
Buffy , Fantaghirò, la Principessa Xena e Scully di X files hanno
dato visibilità ad una figura femminile autonoma e cosciente di poter
fare quello che vuole.Quindi per affrancare la principessa da un
ruolo secolare di dipendenza sarebbe opportuno valorizzare
l’universo femminile definendo alcune questioni.Innanzitutto
educare le nuove generazioni ad un approccio meno patriarcale
valorizzando le diversità. Promuovere un empowerment femminile
che elimini le evidenti disparità dovute a condizioni sociali e
culturali. Infine educare entrambi i sessi al rispetto reciproco
condividendo attività non prettamente legate al genere.

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