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Prendila così
Joan Didion

“ La ricerca delle ragioni non mi riguarda.” Questo è quello che pensa
Maria Wyeth, promessa del cinema hollywoodiano dalla carriera
naufragata prima del previsto. Joan Didion racconta di una donna
incapace di gestirsi perché offuscata dalla sua visione
depersonalizzante. Dal deserto del Nevada approda a
New York con un bagaglio di sogni che non riuscirà mai a realizzare.
La scomparsa della madre Francine ha annientato la sue volontà.
Maria non ha questioni irrisolte, non vuole indagare e tira avanti
confidando nei barbiturici e in quell’amore puro che
intravede negli occhi di sua figlia Kate. L’attrice è fuori dai giochi
e pare accettare con apatia questa novità. Si lascia sfiorare dagli
eventi e l’unico programma è quello di salire sulla sua Corvette
macinando chilometri. Carter, il marito, non è più una priorità. Troppe
volte l’ha delusa, tanto che ha visto crescere in lei una totale
indifferenza. Dopo l’aborto avvenuto clandestinamente, le sue
giornate sono abitate da incubi e voci che sussurrano il suo
nome. I consigli del padre non potevano essere applicati nella
realtà. La vita non era una roulette. E la madre che le aveva
trasmesso quell’imminente sensazione di pericolo?
Allora deve aver pensato che fosse inutile portare avanti
le sue battaglie. Dimenarsi le sembrava solo deleterio. Confida
nell’attesa e nell’unica soluzione plausibile, mentre gli altri
partecipano al lancio di dadi che decreta “l’esistenza”.

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