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Più lontano
Andrea Leonardi

La felicità, se esiste chissà dove va a a finire. Una voce nel silenzio
assordante ci intima di cercare altrove. Quel “mostro” che fa paura
e che ci attrae per qualche tempo è rimasto in sordina, sommerso.
Andrea ama viaggiare, sente il bisogno di colmare quel buco
interiore, di sfamare la sua anima per sentirsi ancora vivo. Quel
rituale si interrompe e come per magia il “mostro”
scompare. Cominciano giornate buie, la scrittura perde la sacralità
di un tempo e lo sguardo sembra smarrirsi, si perde a contemplare
il soffitto. Ma il cielo tra le pareti di una camera non può
bastare. Finalmente si rimette in marcia in compagnia di Ale e del
suo zaino Ughetto, amico fedele e presenza costante di tutti i
viaggi in giro per il mondo. La prossima destinazione è Yoigiakarta,
Indonesia, un vero paradiso terrestre dopo poter riscoprire se
stessi. Il paese ha subito un duro colpo a causa dell’epidemia da
Covid, e la popolazione ha imparato a sopravvivere con quel poco
a disposizione. Raggiunge Karimunjava, un’isola tropicale dal mare
cristallino dove il tempo può fermarsi .Il luogo ideale, l’eden
agognato dove poter colmare quel vuoto interiore. Finalmente tra i
paesaggi di ebano e canfora, l’animo è placido e lieto di assistere
ai riti tradizionali di Tana Toraja. Questi popoli non temono la morte,
anzi, riesumano i loro cari una volta l’anno per adorarli e ringraziarli
di aver protetto chi è ancora in vita. Ci insegnano ad amare ancor
di più chi ci lascia, stabilendo un legame tra la vita e la
morte. Vogliono dirci, attraverso i loro rituali che non esistono
demoni da temere. Ogni barriera viene valicata aprendoci agli altri,
rimanendo sintonizzati sulle frequenze del nostro animo.

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