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Nonnasballo
Mirko Zullo

“ Se non combatti per ciò che ami, non piangere per ciò che
perdi.” Questa è una delle massime della Milvia, una nonna sui
generis, lontana anni luce dalle vecchiette casa e chiesa. Una
dispensatrice pragmatica di consigli, incurante del giudizio
altrui, cinica e autentica offre il suo parere senza mezze misure.
E poi ci sono le sigarette fumate di nascosto e la passione
travolgente delle serate in balera . Convive da quarant’anni con
Alberto ma non disdegna Gino, d’altronde accontentarsi di una
sola persona sarebbe piuttosto deprimente. Tutti accettano
stravaganze ed eccessi di quella donna, da tempo
soprannominata da Michelle: “Nonna sballo.” Non rinnega il suo
passato, ha alle spalle un matrimonio fallito e la figlia Gianna da
crescere tutta da sola. Ha attraversato le sue tempeste ora
vuole solo godersi la vita. Purtroppo a stravolgere i suoi piani
sarà lo spettro infido della demenza senile. All’inizio pochissimi
segnali, banali dimenticanze fino al disorientamento e la perdita
di memoria. Forse quello non è un caso, ora Michelle può
raccontarle delle notti trascorse con il padre. Giulio ha
abbandonato lei e sua madre, e questa non è la notizia
peggiore. Ha abusato di sua figlia, ha compromesso il suo
sangue, ha impedito che nascesse un rapporto sereno tra
madre e figlia. Milvia sapeva tutto, anche lei era appartenuta a
quell’uomo. Michelle non può credere a tanto orrore, eppure
quell’ennesimo trauma servirà per ricucire il rapporto con la
madre. Poi bisogna pensare a Nonna sballo, non può essere
lasciata sola, proprio ora che Michelle sta cercando di
organizzare una festa in suo onore, forse l’ultima. In fondo una
delle gioie più sublimi della vita è saper perdonare, perché non
farlo significherebbe non aver amato mai.

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