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Madame Vitti
Domenico Dodaro e Marco Consentino

La vita di Madame Vitti (Maria Caira all’anagrafe) travolge il lettore in un turbinio di emozioni. Emigra a fine 800’ da Gallinaro in direzione Parigi per sottrarsi da una vita di fame e di stenti. Trova lavoro come modella ma la sua caparbietà e astuzia la porteranno a realizzare un’impresa vera e propria. Avvia insieme al marito Cesare “l’Accademia Vitti” luogo esclusivo dove le donne acquisiranno l’arte della pittura. Tutto quello che poteva sembrare utopistico finirà per realizzarsi. Infatti nessuno avrebbe scommesso su una ragazza proveniente dalla Ciociaria. Eppure dal nulla divenne promotrice di se stessa. Potremmo definirla un’imprenditrice, una pioniera, una visionaria e una femminista in erba .Le sue allieve apprenderanno tramite l’osservazione di corpi nudi, una novità che fu lei a introdurre. Frequenta i circoli artistici dell’epoca tanto da poter garantire alla sua Accademia docenti illustri come: Paul Gauguin e Luc Olivier Merson. Al civico 49 du Montparnasse, Maria cerca di far tornare i conti assicurandosi nuove studentesse e maggiore pubblicità per la sua scuola. Come promesso alla madre si occuperà delle sorelle Annette e Giacinta troppo inesperte e giovani per la Parigi “salottiera”.Purtroppo agli albori del primo conflitto bellico torneranno in Italia (ad Atina) dove verranno accolte nella totale diffidenza a causa dei loro trascorsi in Francia. L’ impresa eroica di Maria giunge al termine, con la certezza di aver contribuito al riscatto della figura femminile.

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