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L’attacco di panico
Giuseppe Percoco

“Chi, invece si ritira nel tentativo di essere, ha capito
semplicemente una cosa: le scelte che oggi la società impone
mancano totalmente dell’obiettivo di vedere l’uomo felice, e
riuscendo a percepire alterazioni e violenze in ogni aspetto della
quotidianità, dalla mancanza di tempo, la più atroce, alla mancanza
stessa, di fondo, della possibilità di scegliere, decide probabilmente
in uno stato di esasperazione e riflessione( intesa come spiegata),
di poter iniziare a cambiare qualche abitudine all’interno della
propria vita, che allora sì, può diventare propria.” Giuseppe Percoco
ci consegna la sua rinascita personale, un’esperienza che consiste nel
sapersi smarrire per poi ritrovarsi. L’Inferno precede il Paradiso, la
felicità è una ricerca estenuante, un’investigazione dell’oscuro che
mira alla bellezza.Come possiamo ritenerci sereni e compiuti se
non sappiamo chi siamo? Non possiamo certo operare nel bene se
la nostra interiorità è solo un cumulo di vetri in
frantumi. Procrastiniamo, perduriamo nella stretta morsa degli eventi
fingendo di essere felici. Ma il nostro corpo, la nostra mente ci
avvisa. L’inerzia sarà il primo passo verso la meta. “Quanto
delusione vero? Dico a chi sa di cosa parlo, tanta che uno a un
certo punto la vuole sentire tutta, e seppur la vorrebbe evitare a tutti
i costi, c’è qualcosa che spinge verso quella sensazione,
nonostante sia orribile.” L’attacco di panico è come un fantasma
che aleggia sulla nostra testa, infiacchisce le nostre giornate, è un
avversario scorretto, è un nemico maramaldo, è la spada di
Damocle che incombe sulle nostre vite .Nessun luminare potrà
salvarci, la cura siamo proprio noi. Liberiamoci da tutti i lacci
lasciando fluire la meraviglia che ci contraddistingue.

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