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L’arte della gioia
Goliarda Sapienza

L’arte della gioia è un romanzo che non ha eguali.

Goliarda Sapienza ha originato un esemplare unico, una storia profonda e spregiudicata come la vita di Modesta. La scrittrice morirà prima di poter vedere il suo romanzo pubblicato.

Siamo negli anni 70’ e gli editori fanno un passo indietro, non sanno cosa farsene di quel racconto fuori dal comune. Infatti la vita di Modesta è rara e ineguagliabile. Nata in una famiglia poverissima, poco più che bambina scopre quel piacere che brucia le membra. Quelle fiamme le intravede negli occhi di “Tuzzu”,che dapprima l’attrae, poi dopo averne approfittato la respinge. Quel ricordo viene soppiantato dallo stupro paterno. Quell’uomo le somiglia, eppure approfitta del suo stesso sangue e di quella figlia profanandone il corpo per sempre. Accolta in convento viene continuamente ammonita dalle suore e da madre Leonora. Modesta inscena un incidente e la madre superiora muore lasciandole i pochi averi. La sorpresa più grande sarà il trasferimento presso la tenuta dei Brandiforti. Suor Leonora aveva origini nobili, così per un caso fortuito, si ritrova a vivere nel castello della Principessa Gaia.

Siamo in Sicilia, precisamente nel primo ventennio e Modesta incontrerà l’ultimo baluardo dell’aristocrazia. Stirpe maledetta quella dei Brandiforti. Gli ultimi nati hanno gravi menomazioni come Ippolito o semplicemente avanzano claudicanti come Beatrice. Modesta scopre la bugia di madre Leonora e comprende che Cavallina è la figlia illegittima della suora. Con la dipartita della principessa Gaia ( non del tutto casuale), Modesta prende le redini della famiglia che l’ha ospitata e plasma una nuova generazione. I libri custoditi da Jacopo, zio defunto di Beatrice, le danno la possibilità di ampliare i suoi orizzonti. Diventa una dotta, poco importa se può amare sia gli uomini che le donne. Lei è capace di tutto e non mette freno ai suoi istinti. Cresce i suoi figli legittimi e quelli adottivi con giustizia e severità.Istruisce e forgia menti eccezionali capaci di ribellarsi al fascismo. Viene arrestata ma tutto ciò che l’addolora la tempra in maniera eccezionale.

Questa donna non ha rimorsi, non ha rimpianti e vive la sua vita secondo natura. Afferra carezze e pugnalate perché non è mai sufficientemente sazia della vita.È bene e male. Modesta è il ritratto imperfetto di Adamo ed Eva insieme.

Incurante si mostra al mondo libera dalle catene dei compromessi.

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