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Lapvona
Ottessa Moshfegh

“Forse è un vero miracolo quando Dio esercita giustizia anche senza che nessun essere umano muova un dito.O forse è semplicemente destino”.

Il castello di Villiam è un mistero per gli abitanti di Lapvona. Durante la Santa Pasqua dei banditi hanno fatto razzie portandosi via donne e animali mentre il loro protettore si gingillava nella sua torre d’avorio. Perché Villiam predilige passatempi “singolari”, come denigrare i servitori fino a farli sprofondare nella mortificazione più totale. Per non parlare del rapporto infido con padre Barnaba. Il prete in perpetua adorazione e costante servilismo non osa pestargli i piedi. Ogni suo desiderio va assecondato, e come Caligola, detiene la sorte di valletti e amici che cercano di adularlo in tutti i modi.

Ma a Lapvona c’è Ina, la donna che ha allattato tanti neonati prendendosi cura di loro quando le madri erano nei campi a lavorare.Una mantide anziana capace di attirare gli uomini attraverso il richiamo del suo seno. C’è chi ancora bussa alla sua porta per essere allattato proprio come Marek. Nato storpio cerca la benevolenza divina mediante atroci sofferenze.Percosse e umiliazioni sono la sua linfa per assorbire l’amore di Dio.La morte di Jacob, erede di Villiam, capovolge il destino di molti di loro.

Ma chi nasce sotto una cattiva stella è incapace di domare le proprie emozioni. Marek nato dal ventre di Agata e alimentato dal seno di Ina metterà in atto omicidi meschini e brutali. Gli abitanti di Lapvona professano la loro sottomissione a un Dio distratto, incapace di mettere fine a un declino del corpo e dello spirito.

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