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Il piccolo libraio di Archangelsk
Georges Simenon

“ Fu un errore mentire. Se ne rese conto nel momento stesso in cui
apriva bocca per rispondere a Fernand Le Bouc.” Una bugia del
tutto innocente che viene enunciata con il solo scopo di non
compromettere la moglie Gina. Quell’unico errore, quell’unica colpa,
gli sarà fatale. Ha sposato quella donna un po’ per caso un po’ per
scelta, ma quella ragazza avvenente poco propensa alla vita
domestica è molto conosciuta in Vieux Marchè. Jonas Milk è un
ebreo russo, non ha parenti, non ha più radici, la Grande
rivoluzione ha smembrato la sua famiglia. Gestisce la sua libreria da
solo, è un uomo dimesso e solitario. A riempire le sue giornate ci
pensano i libri e le preziose collezioni di francobolli. Per questo la
signora Palestri, fruttivendola di origini italiane, ha pensato bene di
piazzargli la figlia in casa come domestica. Ma questo non
basta. Gina ha una cattiva reputazione occorre che quel povero
uomo la sposi. Infatti Jonas accetta quel matrimonio nonostante non
ci sia nessun legame sentimentale, anzi subisce senza protestare
le tante avventure della moglie. Fino a quando un mercoledì sera
scompare con la scusa di badare al figlio di un’amica. Jonas
l’aspetta inutilmente, una nottata intera e poi il giorno dopo .Così
mente, dice a tutti che è ha preso un treno per Bourges. Ma non è
così, non ha idea di  dove possa trovarsi la moglie. Trascorrono quattro
giorni e la famiglia Palestri denuncia la scomparsa della
figlia. Oramai il danno è fatto. In Vieux Marchè sono convinti che il
colpevole sia Jonas, d’altronde è sempre stato un uomo
strano .Quando entra da Le Bouc per il solito caffè si sente come se
nei suoi confronti fosse già stata emessa una sentenza. Dopo un
primo tentativo fallito decide di impiccarsi a un albero di tiglio del
suo cortile. Forse non doveva morire per forza, ma non ne poteva
più degli sguardi inquisitori e delle chiacchiere dei
conoscenti. Quell’uomo senza patria che da Mosca si era trasferito
in Francia si uccide per il solo fatto di non essere creduto .Questo è
un esempio lampante di come il giudizio degli altri possa essere
invalidante.

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