Subscribe

I racconti del libraio
Martin Latham

Martin Latham sarebbe il libraio perfetto, la persona che vorremmo
incontrare spalancando la porta di una libreria. Lavora per
trentacinque anni presso la Waterstones di Canterbury e quello che
ci racconta è il frutto dell’esperienza raccolta a contatto con la
vastità del genere umano. Il libraio non è un semplice commesso,
altroché, racchiude svariate abilità che vanno dall’empatia
all’ascolto terapeutico. Si, perché le persone attraverso la richiesta
di un determinato testo intendono comunicare un bisogno o magari
una mancanza. Leggere “I racconti del librario ”è come
intraprendere un viaggio nel tempo, dove catapultati in epoche
lontane tramutiamo la scelta di un libro in un rapporto d’amore.
Dall’invenzione della stampa fino ai giorni nostri, uomini e donne
hanno messo a repentaglio la loro sopravvivenza custodendo libri
proibiti soggetti alla censura. I chapbook e le edizioni non
autentiche resero possibile il risveglio culturale tra le classi meno
abbienti. L’illuminismo probabilmente sgorgò dalle classi sociali
poco fortunate. Sottobanco potevano disporre di tanti testi che
ufficialmente venivano vietati al grande pubblico. La propagazione
culturale è una vera catena umana. Potremmo parlare di un esercito
formato da contrabbandieri e ambulanti, come i famosi
bouquinistes parigini, personaggi sovversivi dalle mille
sfaccettature. Resistettero a chi preferiva conformarli, eppure, la
passarono liscia anche con Napoleone conservando quel fascino
maledetto. Oggi fortunatamente l’amore per i libri ha avvicinato
culture diverse. Le librerie che troviamo in svariati posti del mondo
sono dei veri e propri forzieri. E le lezioni migliori, confessa Martin
Latham, provengono sempre dai lettori. Sono informati e
impartiscono lezioni di umiltà. Custodi del tempo, sapranno
scoprire nuovi autori, mondi inesplorati, dove poter fantasticare e
abbassare le nostre difese.

RUOTA IL DISPOSITIVO PER VISUALIZZARE CORRETTAMENTE IL SITO