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I Malarazza
Ugo Barbàra

“ Se non si fossero spinti un passo oltre non ci sarebbe stato modo
di consegnare il proprio nome a qualcosa di più duraturo della
memoria di un paio di generazioni.” Ora non aveva dubbi : ” quello che
lasciavano in Sicilia li avrebbe resi grandi in America.” È il 1860,
siamo in Sicilia, precisamente a Castellammare del Golfo. Antonio
Montalto avverte che qualcosa sta cambiando, deve abbandonare
le sue terre, un progetto visionario lo attende. Ha poco tempo per
cedere parte delle sue proprietà e per entrare in possesso di un
veliero, agli occhi degli altri apparirà una scelta non poco avventata.
A custodire le sue tenute ci penserà Vincenzo Rizzo, ma la loro
sarà una fortuna che affonderà le radici nell’ingordigia. Antonio
Montalto è un patriarca, un ammaliatore, un uomo scaltro,
l’eloquenza e la finta mitezza gli consentiranno di raggiungere tanti
obiettivi. Può avvalersi dell’aiuto di una moglie altrettanto
determinata, risoluta, capace di gestire con autorevolezza la
famiglia, vigilare e ficcare il naso tra gli affari del marito senza
mettere da parte le sue aspirazioni di donna. Rosaria Battaglia ha
un carattere fiero, uno sguardo austero, la voglia di affermarsi e la
brama di ricchezza le consentiranno di adattarsi in una terra
straniera. Dal nulla aprirà una banca dove sarà direttrice e
proprietaria, l’intento consisterà nell’aiutare i compaesani giunti
negli Stati Uniti, vuole offrire loro una possibilità, tenendo conto dei
dovuti interessi. Tramite le loro imprese diventeranno una delle
famiglie più agiate d’America, ma la loro fama con il tempo sarà
solo un’ombra nera, una dura condanna per le generazioni che
verranno. I Montalto scriveranno la loro storia tra due paesi,
pianteranno il germe della discordia, tramuteranno la gloria in
rovina, dalle loro gesta scaturirà una nuova semenza:
” I malarazza “.

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