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I Fuochi dell’autunno
Irène Némirovsky

“ I fuochi dell’autunno ” viene scritto in piena occupazione e
pubblicato solo nel 1957.Ci troviamo davanti a uno dei capolavori di
Iréne Némirovsky, uno dei tanti manoscritti che lei consegnò alle
figlie prima di essere deportata ad Auschwitz. Morirà a soli 39 anni.
Les Feux de l’automne” è un viaggio nel tempo. Attraverso la vita
dei protagonisti ripercorriamo la Prima guerra mondiale, la Seconda
e l’immediato dopoguerra. I due conflitti seppur diversi porteranno
lo stesso orrore, interromperanno tante vite, intere generazioni
abbandonate sui campi, spirate nelle trincee. Le famiglie condividono
lo stesso dolore, uno strappo lacerante, poiché in tutte le case c’è
un padre, un figlio, un nipote partito per il fronte. Ma la guerra
plasma l’animo degli uomini, esposti per troppo tempo alla crudeltà
non saranno più in grado di cogliere quella scintilla di bontà che
ancora resiste. Thérèse è solo una ragazzina quando sposa Martial,
quel matrimonio durerà pochi giorni. Il giovane medico morirà solo
come un eroe può fare. Al suo posto arriverà Bernard, uno sciacallo,
un ragazzo disincantato incurante dei sentimenti altrui. L’ambizione
per il denaro lo porterà lontano dalla famiglia, dagli affetti. Vivrà per il
piacere, per la sua amante Renée, inseguendo un ideale di vita al
di sopra delle sue possibilità.Scoprirà l’amore per i suoi cari quando
sarà troppo tardi.La guerra purificherà il suo animo, arriverà la
redenzione solo dopo aver attraversato prove strazianti. “ Vedi, le
diceva, sono i fuochi dell’autunno. Purificano la terra, la preparano
per nuove semine. Siete ancora giovani. Nella vostra vita questi
grandi fuochi ancora non ci sono stati. Ma arriveranno,
divamperanno e devasteranno molte cose. Vedrete, vedrete…”

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