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Anche gli angeli sorridono. La sanità tra drammi e commedie
Luca De Lipsis

“ L’amore non segue leggi le detta. Non lo si può comandare si deve
assecondare per essere felici ed evitare rimpianti, anche quando si
corre il rischio che diventi clandestino. Triste è quell’uomo arido
d’amore, che non ne gode i frutti.” Luca de Lipsis è un medico
chirurgo, un lettore forte, uno scrittore audace. Gli anni spesi tra le
corsie degli ospedali non hanno indurito il suo animo. Ha rivolto il
suo sguardo altrove, ha scovato nella scrittura un posto, una stanza
tutta per sé dove potersi sentire libero. Non ci è dato sapere dove
trovi il tempo ma con spiccata naturalezza è riuscito a conciliare vita
lavorativa e svariati interessi .Ci fa dono di un volumetto, una
parodia della vita in ospedale raccontata da punti di vista differenti.
L’ammalato, nella sua condizione di vulnerabilità, di evidente
svantaggio, si limita a considerare solo un lato della medaglia. Chi è
malato viene ammaliato dal biancore del camice bianco, è
completamente devoto allo scienziato, a chi ha fatto del suo lavoro
una missione. Per questo immaginandoli un gradino più in alto di noi
pecchiamo di obiettività, le debolezze, le contraddizioni neanche le
consideriamo. Luca ci offre l’opportunità di sbirciare dal buco della
serratura, di ficcare il naso nelle corsie, campi d’azione dove
accadono fatti drammatici. Prova a farci scappare una risata, vuole
strapparci un sorriso. I medici che troviamo nel suo libro sono dei
personaggi, caricature che ondeggiano tra il bene e il male come
tutti noi. Esposti alle continue emergenze, alla carenza di
personale, alle disillusioni e alle amarezze di tutti i giorni, i medici si
ingegnano e scovano un antidoto, forse il rimedio più antico ed
efficace da sempre: “ l’amore.”

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